Votiamo il futuro: un’Europa femminista

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Mancano pochi giorni al voto e i sondaggi dicono che ancora tanta è l’indecisione tra le elettrici e gli elettori, soprattutto tra le prime. Questa politica sembra non parlare alle donne e di conseguenza questa campagna elettorale sembra non appassionarle.

Eppure, mai come questa volta, si sceglie il destino dell’Europa. Questa elezione del Parlamento Europeo è la più politica di cui abbiamo memoria. E riguarda profondamente le donne, la loro libertà, l’autonomia delle scelte, i modelli di convivenza tra le persone.

Il movimento pro vita e gli organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie sembrano essersene accorti a pieno. Con il “Manifesto per la vita e la famiglia” chiedono alle candidate e ai candidati di prendere impegni molto precisi proprio sui corpi delle donne, a tutela della famiglia tradizionale, contro l’educazione alle differenze e a discapito delle libertà di moltissime.

Ecco perché queste elezioni sono importanti per le donne:

  1. Perché l’Europa è stata e può tornare a essere propulsiva di misure che garantiscono strumenti per prevenire e contrastare la violenza basata sul genere, la tratta, lo sfruttamento sessuale. Se ciò che è stato fatto fino ad oggi è ancora insufficiente – per esempio sul fronte dei diritti sessuali e riproduttivi – dipende dalla debolezza di istituzioni che devono rappresentare le istanze dei governi nazionali, spesso tutt’altro che favorevoli a un’agenda di genere e femminista.
  2. Perché è necessario garantire accesso e eguali diritti sul lavoro per le donne, e l’azione a livello comunitario è importante soprattutto per paesi come il nostro, dove la partecipazione delle donne al mondo del lavoro è terribilmente insufficiente, per garantire a quante lo desiderano una partecipazione piena, equamente retribuita, scevra da discriminazioni basate sul genere. Un’Europa senza frontiere è anche uno spazio di lotte congiunte contro gli attacchi ai diritti delle donne e delle minoranze in ogni paese.
  3. Perché abbiamo bisogno di un femminismo che transiti attraverso i confini e si alimenti di differenze, incontri, scambi transnazionali. Non può che essere una risorsa un’istituzione in cui ci si confronta con paesi i cui i modelli di welfare sono più avanzati e non si reggono sull’impostazione familista che scarica sulle donne buona parte del lavoro di cura non retribuito.
  4. Perché il progetto sovranista, che vuole indebolire l’Europa e rinforzare le nazioni, è un disegno con forte venature anti-egualitarie e paternaliste. Nell’idea di una sovranità forte, l’anti-europeismo vede la promessa di un ritorno a un ordine perduto: confini certi, gerarchie di genere nella famiglia e nel lavoro, superiorità dei nativi sugli stranieri.
  5. Perché chi vuole sigillare i confini e rinchiudere le nazioni in sé stesse vede i popoli come grandi famiglie di sangue che devono riprodursi e crescere senza apporti esterni che possano “imbastardirle”. Questa visione riconsegna le donne al destino di corpi fertili al servizio della collettività, un incubo che dobbiamo scongiurare con ogni mezzo.
  6. Perché rinnovare la scelta di stare nell’Unione Europea – entità sovranazionale fondata su valori come la dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo stato di diritto, i diritti umani – rappresenta per noi una garanzia di fronte alla crescita di sentimenti anti-democratici e all’affievolirsi della passione politica per l’eguaglianza e la libertà. L’Europa ha bisogno di più democrazia comunitaria, non di un ritorno alle nazioni.
  7. Perché i nuovi muri d’Europa a noi ricordano non solo i vecchi muri politici, che credevamo caduti per sempre, ma anche le mura delle case da cui le donne sono uscite per liberarsi tutte insieme dal governo patriarcale delle loro vite.
  8. Perché come donne escluse per secoli dalla polis non possiamo restare indifferenti di fronte allo sciovinismo del benessere che nega protezione e diritti a larga parte dell’umanità. Perché un’Europa aperta e solidale è possibile. Ma si può costruirla solo se ci si crede e si reinveste nel mandato politico democratico, a cominciare dal Parlamento europeo.
  9. Perché l’Unione Europea ha fatto troppo poco fino ad ora per garantire una vita dignitosa a tutte e tutti. Ed è ora che faccia di più e diventi un laboratorio sociale, promotore di politiche di redistribuzione della ricchezza, avanzamento dei diritti, del benessere e della qualità della vita.
  10. Perché le donne hanno sognato l’Europa. L’Europa unita non è un sogno solo di “padri”, ma anche di grandi “madri”, come Ursula Hirschmann e Ada Rossi, che diffusero in Italia e in Europa il Manifesto di Ventotene, o come Simone Veil, Eliane Vogel-Polsky, Louise Weiss e altre che hanno infuso nelle nascenti istituzioni comunitarie vita e passione per i diritti delle donne. Abbiamo il dovere di ricordarle e di continuare la loro opera.

Perciò andiamo a votare.

Votiamo candidate e candidati femministi!

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3 pensieri su “Votiamo il futuro: un’Europa femminista

  1. Pingback: La Rassegna Stampa del CRS - CRS - Centro per la Riforma dello Stato

  2. Certamente, condivido tutti i punti: Donne votiamo liste europee nelle quali siano presenti candidate femministe le uniche che ci garantiranno i nostri diritti e la nostra libertà di scelta.

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