Con Co-scienza al liceo

img_8763Co-scienza è il nome di un gruppo di ragazze e ragazzi del liceo Tasso di Roma. Il tema scelto per la loro prima iniziativa pubblica, che si terrà il 30 gennaio alle 14.30 nell’aula magna della scuola è il femminismo. A discuterne con loro ci saranno Giulia Blasi, Paola Columba e Carlotta Vagnoli.

Abbiamo chiesto alle promotrici e ai promotori di Co-scienza di raccontarci il gruppo, le loro motivazioni, i progetti futuri.

Queste le loro risposte.

Da quale bisogno e desiderio nasce Co-scienza?

Come tanti altri progetti, “Co-scienza” nasce da una necessità: quella di ottenere delle risposte chiare a domande che tutti, specialmente i più giovani, si sono posti almeno una volta. Cosa succede, però, quando questi quesiti cadono nel vuoto? Cosa succede se nessuno ha l’audacia di parlarne, se l’imbarazzo tiene a freno le lingue? E’ qui che prende corpo il nostro progetto, che si propone di colmare una lacuna nella formazione di ragazzi e ragazze. L’obbiettivo di “Co-scienza” è quindi creare informazione riguardo a temi – il femminismo, la sessualità, la pornografia e molto altro – che altrimenti rimangono sospesi, vaghi, parole vuote che ci si guarda bene dall’usare. Benché il nostro non si ispiri a nessun altro progetto, sono state due ragazze milanesi che hanno condiviso con noi la loro esperienza nel movimento “Gea” a darci la fiducia e la sicurezza necessarie per convincerci, una volta per tutte, che anche noi avevamo le carte in regola per creare qualcosa di importante, speciale ed intimamente nostro. Il nome che abbiamo scelto è strettamente connesso ai nostri obbiettivi, in primo luogo quello di crearci una coscienza – che sia politica, morale o civile – a partire dall’informazione.

Teniamo a sottolineare che non esiste crescita senza cultura, non esiste cambiamento senza conoscenza. Un altro aspetto che il nome richiama è quello della collettività, della condivisione, dell’inclusione; il termine “scienza” ha invece a che fare con la decisione di invitare nel nostro Liceo persone esperte, che padroneggino perfettamente temi sui cui noi, da soli, non potremmo dibattere con cognizione di causa. L’idea di “Co-scienza” nasce al Liceo Tasso di Roma e, per ora, coinvolge solo studenti e studentesse dell’istituto. Abbiamo intenzione, in futuro, di far partecipare anche altre scuole della città, soprattutto quelle di periferia: sentiamo che ce n’è bisogno, e, a quanto pare, c’è anche tanta curiosità. Per ora, però, preferiamo volare bassi e aspettare di vedere come si evolveranno le cose.

Il gruppo, che ad oggi conta circa 70 persone dai 14 ai 18 anni, comprende persone di tutte le classi e le sezioni, ragazzi e ragazze. Ahinoi, la componente maschile è ancora molto piccola: si tratta di 6-7 ragazzi. Il progetto è stato recepito come qualcosa di creato da ragazze per le ragazze, ma stiamo cercando di abbattere questo pregiudizio e di far capire quanto sia importante che anche chi non è direttamente coinvolto in un problema lotti per l’ottenimento dell’eguaglianza. E’ il gesto di altruismo più grande.

Gli incontri sono a cadenza settimanale; le conferenze si svolgono due volte al mese.

Per voi cosa vuol dire essere femministe/i, pensate di esserlo?

Sì, abbiamo deciso insieme di definirci femministi. Non è una parola che ci fa paura: per noi è sinonimo di parità, di libertà di dire ciò che si pensa e di essere come si vuole. Tuttavia siamo consapevoli del fatto che abbiamo ancora tanto lavoro da fare: potremo dire di essere femministi con ancora più sicurezza ed orgoglio quando avremo letto più libri, discusso più a lungo, pensato e riflettuto insieme.

Co-scienza è un luogo in cui portate la vostra esperienza, le vostre curiosità e i vostri dubbi, in cui cercate insieme le risposte?

“Co-scienza” è un luogo di incontro di idee, in cui ognuno deve sentirsi libero di parlare liberamente. Non esiste gerarchia, non esistono opinioni sbagliate. Il dibattito nasce prima tra di noi, attraverso le nostre esperienze personali, i nostri dubbi, le nostre perplessità: in questo modo vengono fuori argomenti su cui ne vorremmo sapere di più, su cui ci rendiamo conto che le nostre conoscenze sono approssimative, i nostri pensieri ingarbugliati. Decidiamo quindi che è necessario confrontarsi con chi si occupa quotidianamente di tale tema: così nascono le conferenze, la prima delle quali sarà il 30 Gennaio. Nonostante la comunicazione avvenga anche attraverso una pagina instagram (@co_scienza ) ed un gruppo Whatsapp, per noi è fondamentale vederci spesso e dal vivo, perché siamo consapevoli del fatto che solo un’ interazione di questo tipo produce risposte valide e legami forti.

Perché secondo voi è importante parlare di sessualità, pornografia, violenza di genere?

Semplicemente perché riguardano tutti noi. La sessualità, la masturbazione, la pornografia sono temi considerati scomodi, sporchi, vergognosi: il rischio che si corre nel non parlarne, nel reprimere istinti che ci vergogniamo di avere è che si sviluppino in modo malato e privo di misura. E’ necessario che alcuni tabù vengano sdoganati perché hanno il potere di farci sentire in colpa, fuori luogo: parlarne è il modo più immediato per essere tutti un poco più liberi.

Ci sarà un primo appuntamento pubblico il 30 gennaio. Avete già programmato altri incontri? La scuola e i professori sono stati coinvolti? Come hanno accolto le vostre proposte?

L’incontro del 30 Gennaio è incentrato sul femminismo e su quanto ancora oggi sia necessario. Abbiamo invitato come ospiti Paola Columba, Giulia Blasi e Carlotta Vagnoli. Per quanto possibile cerchiamo di organizzare le conferenze almeno due mesi prima: quella prevista per il 13 Febbraio tratterà di malattie sessualmente trasmissibili e metodi contraccettivi; con noi ci saranno due ginecologhe dell’AIED. Il preside ed i professori si sono detti contenti ed orgogliosi di questa iniziativa e ci è stata concessa totale libertà. Se tuttavia dovessimo incorrere in qualsiasi tipo di censura siamo d’accordo sul fatto che troveremo un altro luogo in cui portare avanti il nostro progetto

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