Samar Yazbek, sguardo di donna sulla Siria di oggi

397px-Samar_Yazbek_Världskulturmuseet_Göteborg_2017di Stefania Vaccaro

Due sono le motivazioni che mi hanno spinto ad avvicinarmi all’opera della scrittrice siriana Samar Yazbek: l’amore per la traduzione letteraria e l’ammirazione per le donne, soprattutto quelle coraggiose.

Tradurre la letteratura rappresenta per me il modo più passionale, coinvolgente e viscerale per entrare nell’intimità più profonda di un testo, ‘spogliarsi’ di convinzioni, ricordi e pensieri propri per abbracciare convinzioni, ricordi e pensieri di un altro essere umano.
Quando ho deciso di darmi questa occasione, non ho avuto alcun dubbio: volevo la voce di una donna e volevo trovarla in Siria: in una terra che nel corso della sua storia ha dovuto imparare, suo malgrado, a convivere con la paura e a doverla affrontare ogni giorno per sopravvivere, ero certa che avrei trovato il coraggio.

Nata nella città siriana di Ǧabla il 18 agosto 1970, Samar Yazbek è una giornalista e scrittrice affermata, regista e sceneggiatrice per il cinema e la tv che all’inizio delle rivolte, nel marzo 2011, sceglie di scendere in piazza a fianco di chi manifesta per chiedere una Siria aperta e democratica, sull’onda delle Primavere arabe che hanno già toccato Tunisia, Egitto e Yemen. Una scelta doppiamente coraggiosa la sua: perché Yabzek ha già sfidato la società con un romanzo –“Il profumo della cannella”, uscito in Italia nel 2010 – in cui svela uno dei tabù più segreti della società araba, l’omosessualità femminile, e perché la scrittrice è alawita, appartiene dunque alla stessa setta religiosa del presidente Bashar al Assad. Quella che da decenni gestisce il potere in Siria e che non tollera al suo interno alcun dissenso.

Presto Yabzek è costretta ad abbandonare la sua terra e si trasferisce a Parigi. In esilio continua la sua battaglia, con particolare attenzione per le donne. Torna spesso in Siria illegalmente e lo fa per raccontare quello che accade nel Paese ma anche per aiutare gruppi di donne nelle zone in mano ai rivoluzionari: “Passaggi in Siria”, uscito nel 2017 da Sellerio, è il racconto dettagliato e straziante di come la rivoluzione scivola nella violenza, di un sogno diventato una guerra che ha messo in ginocchio il Paese. Yabzek partecipa anche  a organizzazioni come Liberties, che difende la libertà di espressione dei giornalisti e delle giornaliste in Siria, è editrice della rivista elettronica Nisā’ Sūriya (Donne della Siria), osservatorio indipendente che si è occupato dei diritti della donna e dei minori in Siria. La tematica sociale è presente anche all’interno di alcuni dei suoi film, come Samā’ wāṭi’a (Un cielo che cade), e della serie tv Imrā’a fī-l-ẓill (Donna nell’ombra), che parla delle leggi sullo statuto personale in vigore in Siria e dei diritti della donna.

Tra le sue varie opere, un titolo ha catturato subito la mia attenzione: Mufrādāt imrā’a, “Parole di donna”. Me ne sono innamorata e da qui è cominciato il mio lavoro di traduzione inedita. In ognuno dei quindici racconti presenti in questa raccolta, pubblicata nel 2001 da una casa editrice di Beirut, il filo conduttore è una generale sensazione di inquietudine e di passività che ognuno dei personaggi vive e che, di conseguenza, avverte anche il lettore. L’intenzione di utilizzare lo strumento narrativo per descrivere la crisi della società siriana contemporanea, nella quale non è lasciato spazio al libero arbitrio dell’individuo, e quindi per farne denuncia, emerge costantemente. Benché la donna risulti essere il soggetto che subisce maggiormente questa situazione, entrambi i sessi si ritrovano costretti e intrappolati in una serie di ‘gabbie’, modelli fissi e cristallizzati nella consuetudine da cui non riescono a uscire a causa dei condizionamenti culturali e della presenza costante della comunità, sia essa la famiglia o il villaggio.

Questi due pilastri – la denuncia sociale e la funzione salvifica attribuita alla scrittura – sui quali Samar Yazbek ‘fonda’ i suoi racconti, vengono da lei stessa presentati attraverso due citazioni. La prima è dello scrittore francese Jean Genet (1910-1986), con il quale l’autrice condivide la visione nichilistica della realtà e il desiderio di sfidare il lettore attraverso le sue opere. Ho scritto per ubriacarmi e per recidere sempre di più i rapporti tra me e il mondo che mi rifiuta e che io rifiuto.

La seconda citazione è di Fāṭima Mirnīssī (1940-2015) e serve invece a spiegare il titolo dell’opera. Questa famosa scrittrice marocchina, che si è dedicata all’analisi dell’Islam e della condizione femminile, impegnandosi nella lotta sociale per la parità dei sessi e i diritti delle donne, afferma: Quando ci si trova in trappola, impotenti dietro a delle mura, rinchiuse in un harem a vita, allora si sogna di evadere. E la magia fiorisce quando quel sogno viene espresso e fa svanire le frontiere. I sogni possono cambiare la vita, e, con il tempo, anche il mondo. La liberazione delle donne comincia proprio da queste immagini che danzano nella vostra testolina, e che voi potete tradurre in parole. Le parole non costano nulla!

Mufrādāt imrā’a propone l’immagine di una società non troppo diversa dalla nostra: la centralità delle emozioni, le relazioni dominate dalla logica di potere, sentimenti di smarrimento e di inquietudine, la perdita dei valori del passato, temi sociali come l’omosessualità e la persistenza della cultura patriarcale sono tematiche che, purtroppo, ancora oggi abbiamo il dovere di affrontare. Ecco perché credo fermamente valga la pena leggere i racconti di Samar Yazbek ed ecco perché mi sto adoperando con orgoglio affinché vengano al più presto pubblicati.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...