Breve storia vera: alla ricerca della coppetta sconosciuta

di Costanza Bianchi

Qualche mese fa, dopo averci pensato su, ho deciso di acquistare una coppetta per le mestruazioni. Per chi non sapesse cos’è (visto che in Italia non se ne parla ancora granché) si tratta, per l’appunto, di una coppetta in silicone morbido lavabile e Coppettariutilizzabile durante il periodo del ciclo mestruale. Alcune amiche mi avevano parlato della loro esperienza in maniera più che positiva e mi sono detta “perché non tentare?”. Devo ammetterlo, i motivi per iniziare ad usarla erano davvero entusiasmanti: la magica coppetta è molto economica (di solito costa intorno ai 19 euro e dura alcuni anni), è estremamente igienica (ad esempio usata al mare o in piscina è assolutamente preferibile agli assorbenti interni) e soprattutto ha un forte impatto ecologico. Lo confesso che l’idea di non produrre più notevoli quantità di rifiuti mi ha dato la spinta decisiva. Per approfondire (o per scoprire) l’impatto ambientale degli assorbenti usa e getta segnalo questo articolo bello ed esaustivo. Per darvi solo un assaggio della quantità di rifiuti prodotti: si stima che una donna nell’arco della sua vita usi circa 12000 assorbenti. Quindi perché non provare (o almeno considerare) soluzioni alternative ed efficaci?

Piena di buoni propositi, decido di andare subito nella farmacia più vicina a casa per procurarmi questo magico dispositivo. Arrivo, mi metto in fila e aspetto il mio turno. Finalmente tocca a me e già mi immaginavo uscire trionfante dal negozio con il mio nuovo splendido acquisto.

“Buonasera, come posso aiutarla?”
“Buonasera, vorrei una coppetta mestruale… Sa quella in silicone”
La farmacista, una donna sulla sessantina, mi guarda perplessa. Prendo coraggio e riformulo la mia richiesta.
“La coppetta mestruale: quella a forma leggermente a campana in silicone morbido. Ho visto su internet che esistono varie marche, ma non ho preferenze. Sa, è la prima volta che ne acquisto una”.
Niente. Nessun segno da parte della signora dall’altra parte del bancone.
Con sguardo un po’ attonito mi risponde: ”E a cosa dovrebbe servire? Va appoggiata sull’assorbente? Guardi, mi dispiace, ma io non l’ho mai sentita nominare questa ‘coppetta’”.
A questo punto faccio un breve résumé sulla coppetta e sul suo uso alla farmacista e poi con gentilezza mi congedo.
Non credevo di aver intrapreso una ricerca così strana e bizzarra.
Ancora determinata e piena di risorse, mi reco nella seconda farmacia più vicina.
Entro, non c’è nessun cliente oltre me, perfetto. Il farmacista, questa volta, è un ragazzo sui 35 anni. Tra me e me penso: non saprà mai cos’è una coppetta mestruale… Però poi mi ricordo che io gli stereotipi li voglio abbattere e, quindi, mi dirigo fiduciosa verso il bancone.
“Buonasera, stavo cercando una coppetta mestruale?”
“Scusi non ho capito cosa cerca…”
Ecco, ci risiamo.
“Avete per caso le coppette mestruali in silicone morbido che dovrebbero sostituire gli assorbenti interni e esterni?”
“Ah, no. Mi dispiace non trattiamo questo tipo di oggetti”.
Non so bene a quale tipo di oggetti si riferisse. Insomma stavo cercando una coppetta mestruale, non un qualche oggetto oscuro per riti esoterici.
In ogni caso anche il secondo tentativo era fallito miseramente.
Nella terza ed ultima farmacia trovo una farmacista molto gentile, ma anche lei all’oscuro di questa misteriosa e ormai leggendaria coppetta. In ogni caso mi propone di provare ad ordinarla, ma io essendomi scoraggiata lascio perdere.

Alla fine la coppetta l’ho trovata (acquistata in un grande supermercato di quelli in cui ti perdi tra gli scaffali, ma almeno non devi confrontarti con nessuno) e posso dire di aver fatto un ottimo investimento. Per me funziona benissimo e mi trovo molto a mio agio. Certo magari non per tutte è la soluzione ideale, ma credo che ci dovrebbe essere più consapevolezza e più facilità nel conoscere e nell’acquistare alternative agli assorbenti interni ed esterni usa e getta.

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