I chakra di Michela Murgia aiutano a ragionare, se ancora ne abbiamo voglia

Schermata 2017-10-14 alle 14.52.49di Maddalena Vianello

Molti anni fa ormai, Padoa Schioppa rilasciò una famosa dichiarazione sulle tasse che a suo avviso erano “bellissime” (da pagare). Fu coraggioso, non c’è che dire, soprattutto in un Paese come il nostro dove l’evasione fiscale dilaga.

È un’espressione che mi ha sempre colpita e che sottende un’alternativa radicale alla detassazione da campagna elettorale e il fondamento di una politica di maggiore equità nella distribuzione delle risorse.

Certo, ci sono tasse che si pagano più volentieri e tasse che si pagano meno volentieri per una serie di ragioni e circostanze. Quando ho saputo del nuovo programma di Michela Murgia su Rai3, ho subito pensato che – nel mio caso – avrebbe rappresentato una spinta motivazione per continuare a pagare il Canone Rai con nuovo entusiasmo. Non a caso la trasmissione si intitola Chakra, richiamando i sette centri energetici delle antiche tradizioni religiose indiane, dello yoga e della ayurveda.

E’ bastato arrivare alla seconda puntata, intitolata “Nuove maternità” – tema rovente nel dibattito pubblico di questo ultimo anno e mezzo – perché il programma facesse parlare di sé.

La puntata è stata annunciata con qualche giorno di anticipo. In studio erano invitati Luisa Muraro e Nichi Vendola. Peccato che Luisa Muraro abbia dato forfait sotto data con un comunicato stampa dal titolo significativo: “Con Niki Vendola, no” (sic.). Il disprezzo per le scelte personali dell’ex Presidente della Regione Puglia (un figlio all’estero con Gpa) era tale da impedirle il confronto aperto e democratico nello stesso agone, e anche evidentemente di controllare l’ortografia del nome.

In Rai sono corsi ai ripari. Alla trasmissione hanno poi preso parte Daniela Danna, Nichi Vendola e Donatella di Pietrantonio. La prima notoriamente contraria alla Gpa e fra le firmatarie dell’appello per il divieto internazionale, Nichi Vendola nella veste di padre di un bambino nato con Gpa e Donatella di Pietrantonio, vincitrice del Premio Campiello, con il suo meraviglioso romanzo “L’Arminuta” che ha diverse assonanze con le nuove maternità.

Una delle doti che ho sempre apprezzato di Michela Murgia è il coraggio, che fin dal suo esordio non le è mai mancato. La coerenza di non dover sempre compiacere, l’onestà intellettuale di esprimere il suo pensiero anche se scomodo, a volte minoritario. Incapace di rinunciare alla complessità, si è dotata di una dialettica chirurgica.

E Chakra è una sua creatura. Un programma anomalo nel panorama a cui la televisione ci ha abituati. Uno studio raccolto, temi intricati, il tempo necessario per sviscerarli. Non si urla, non si semplifica, si argomenta con ritmo ma con la cura necessaria. Si ragiona. È anomalo, appunto.

Proprio per questo le reazioni, che la trasmissione ha provocato, mi hanno molto scossa. Chakra ha scatenato la ferocia accompagnata da critiche personali violente, una profonda volgarità e la caccia agli scheletri nell’armadio. Michela Murgia è stata accusata da molte di mistificare ed edulcorare i problemi legati alla Gpa, di non aver interrogato Vendola sulle spese affrontate per la nascita di suo figlio, di aver interrotto Danna per metterla in difficoltà e molto altro.

Qualche giorno fa è arrivata una lettera aperta alla Presidente della Rai Monica Maggioni, in cui si descrive la puntata come uno spot “pro Gpa”, firmata da Arcilesbica Nazionale e molte associazioni femministe. E’ stata anche chiesta una nuova trasmissione che riequilibri le informazioni sul tema.

La trasmissione che ho visto io, invece, era pacata, offriva in maniera equilibrata punti di vista diversi su temi molto delicati come il corpo delle donne, le diseguaglianze, i desideri, le esperienze dei diretti interessati, un gancio di primordine alla letteratura contemporanea. Ho ascoltato uomini e donne onestamente appassionati alternarsi sotto le domande serrate e puntute della Murgia. Ho visto contributi forti: la testimonianza di Sonia Cellini che ha avuto di recente due figli con Gpa in Ucraina e le interviste di Serena Marchi a una rosa di portatrici americane, l’unica che io conosca che si sia scomodata per raccogliere le loro opinioni.

Inoltre, c’è un elemento a mio avviso importante. Michela Murgia, senza farne mistero, non è in studio per passare il microfono in maniera neutra. E questo non è un peccato capitale.

È lì come intellettuale, con dubbi e convinzioni, pronta a confrontarsi con tutti come la trasmissione dimostra. Forse abbiamo dimenticato che la televisione può (e secondo me deve) offrire anche questo: donne intelligenti e pensanti che si misurano con la complessità delle questioni, chiamando a esprimersi quanti e quante hanno storie, idee ed esperienze diverse, ma utili a comporre il quadro.

Ogni tanto mi chiedo se a tutte noi interessa veramente parlare di Gpa e ascoltare le ragioni delle altre per comprendere più a fondo. Se ci interessa onestamente sfuggire alle polarizzazioni dei pro e contro, per condividere i grigi. Se siamo capaci di confrontarci senza tralasciare le contraddizioni.

Personalmente, mi sono sentita per molto tempo soffocata dalla durezza di questo dibattito. Insieme ad alcune compagne di Femministerie siamo generalmente considerate come delle sostenitrici della Gpa, quando ci interroghiamo più semplicemente su come normare con severità un processo già in corso, tentando di non tralasciare tutte le problematiche esistenti. E’ un tema che ci appassiona, ma non posso dire che ci entusiasmi. Purtroppo nella mancanza di garbo di questo dibattito tutte quelle che non sono radicalmente proibizioniste, si sono trovate a dover vestire i panni delle fan sfegatate loro malgrado. Un aspetto quantomeno interessante.

E se non fossimo più tanto abituate a ragionare insieme?

Così, tornando alla trasmissione, sembra che uno spazio complesso, progettato per sviscerare temi intricati e dove donne e uomini con visioni e vissuti diversi si confrontano apertamente, abbia qualcosa di disturbante, anziché avvincente.

E’ forse per questo che se nel tardo pomeriggio del sabato sulla tv pubblica si assiste a uno spettacolo del genere, alcuni\e si sentono autorizzati\e a insultare e infangare la conduttrice con i suoi ospiti, o a ricordarle che un tempo aveva qualcosa a cui spartire con Mario Adinolfi? Cosa ci turba tanto del confronto? Perché non stiamo ai fatti, alle parole, alle esperienze? Qui e ora?

Che dire? La nuova puntata di Chakra che inizierà fra poco è dedicata allo ius soli…teniamoci forte.

Annunci

Un pensiero su “I chakra di Michela Murgia aiutano a ragionare, se ancora ne abbiamo voglia

  1. Pingback: La Rassegna Stampa del CRS - CRS - Centro per la Riforma dello Stato

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...