Per combattere il terrore, cominciamo dalla violenza sulle donne

di Giorgia Serughettiattentatore Nizza

Quanto è profondo il nesso che lega gli atti di terrorismo che stanno scuotendo il pianeta con la violenza maschile sulle donne? Tutti gli organi di informazione hanno evidenziato come l’autore della strage di Nizza fosse un uomo in fase di separazione dalla moglie con precedenti per violenza domestica. Si è parlato perciò di un caso di frustrazione personale legata a vicende familiari, a cui l’identità di soldato del Califfato (il legame con l’Isis è peraltro ancora da accertare) sarebbe servita soprattutto come copertura ideologica per la strage.

La storia di Mohamed Lahouaiej Bouhlel non basterebbe forse da sola a illuminare il legame tra lo stragismo fondamentalista e la violenza domestica e di genere, ma quando profili simili si rincorrono tra gli autori di attentati terroristici in varie parti del mondo, la necessità di aprire un discorso pubblico sul maschile e sulle relazioni tra i generi anche come parte di una strategia di contrasto del terrore appare in tutta la sua evidenza.

Un articolo di Rebecca Traister, autrice di All the Single Ladies, sul sito del New York Magazine aiuta a connettere i fili di storie solo all’apparenza molto diverse tra loro. Richiamando i trascorsi dell’attentatore di Nizza, Traister scrive: “Questa storia di violenza domestica mette Bouhlel in orrenda compagnia con molti autori di omicidi di massa. Omar Mateen, che il mese scorso ha ucciso 49 persone ferendone altre 53 nella sparatoria in un club gay di Orlando, ha una lunga storia di abusi domestici. La sua ex moglie ha sostenuto che, oltre a requisirle le buste paga e vietarle di uscire di casa, Mateen la picchiava quando lei non riusciva ad assolvere i tradizionali compiti da moglie”.

E “prima di saltare alla conclusione che i killer con legami con il mondo musulmano abbiano trascorsi particolarmente negativi con le donne”, si può ricordare il caso di Robert Lewis Dear, il cristiano devoto, con numerosi precedenti per violenza sulle donne, che ha ucciso tre persone e causato vari ferimenti alla clinica di Planned Parenthood a Colorado Springs lo scorso novembre, o – per restare ai casi americani citati dalla giornalista – quello di Elliot Rodger, autore della strage di Isla Vista in California, che aveva pubblicato un “manifesto” di 120 pagine carico d’odio nei confronti delle donne.

“Una recente ricerca effettuata da Everytown for Gun Safety”, continua l’articolo, “ ha riportato che il 57% delle sparatorie di massa compiute negli Stati Uniti tra il 2009 e il 2015 hanno coinvolto vittime che erano membri della famiglia, coniugi o ex coniugi dell’attentatore. Il 16% degli attentatori ha precedenti penali per crimini di violenza domestica”.

Se poi si vuole guardare allo specifico degli atti di terrorismo di matrice islamista, è ben noto come la promessa di dominazione sulle donne – dalla violenza domestica alla schiavitù sessuale – rientri tra i fattori d’attrazione che spingono molti giovani uomini ad arruolarsi nelle milizie del Califfo. “Ma questo”, conclude Traister, “non fa di nessuna religione – che sia l’Islam di Mohamed Lahouaiej Bouhlel o la fede cristiano-evangelica di Robert Lewis Dear – l’elemento decisivo nelle sparatorie di massa. Forse questi uomini disturbati – e il 98% dei killer di massa sono uomini – si richiamano alle tradizioni patriarcali professate da alcune religioni per dare senso o giustificare la loro rabbia e il risentimento verso le donne. Ma faremmo meglio a esaminare le caratteristiche della violenza contro le donne in sé e per sé”.

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9 pensieri su “Per combattere il terrore, cominciamo dalla violenza sulle donne

  1. Quindi che fare? Per combattere il terrore e la violenza sulle donne cominciamo dalle scuole coinvolgendo i genitori, io ci provo in una scuola media di firenze… si devono combattere le cause… e dalla nascita si deve cominciare a educare all’uguaglianza di tutti gli esseri umani altrimenti non cambierà mai niente… chi vuole collaborare? a chi interessa vedi: La prevenzione primaria delle violenze sulle donne, mia lezione al Corso di Perfezionamento Post Lauream “Pedagogia del corpo e identità della persona” a Firenze, Free pdf della lezione con 180 diapositive per scuole, università, biblioteche, circoli, associazioni, genitori, ragazze/i, adulti ecc. in https://www.researchgate.net/publication/262236378_La_prevenzione_delle_violenze-Lezione_con_180_slides-V_Puppo_2014

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  2. brava Serughetti; fa piacere vedere che pian piano la consapevolezza dei nessi si fa strada; una volta che li vediamo ci chiediamo come abbiamo potuto essere ciechi prima! suggerisco a tutte e tutti anche questi 2 pezzi (tra l’altro, in fondo al primo, si trovano un sacco di link ad altri pezzi interessanti sul tema)

    1. A proposito di eccidi di massa: parliamo di mascolinità tossica (mascolinità tossica: parla un uomo, 24/6/2016)
    http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2016/06/mascolinita-tossica-parla-un-uomo-per.html

    2. Femminicidi e stragi: qual è il nesso? (25/6/2016)
    http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2016/06/femminicidi-e-stragi-qual-e-il-nesso.html

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