#veritàperGiulioRegeni, la lezione di Paola

paola regenidi Francesca Caferri

Che forma ha la punta del naso del tuo bambino, quando è diventato un uomo? Forse non tutte le madri avrebbero la risposta a questa domanda, ma Paola Deffendi Regeni ce l’ha. Perché la punta del naso è l’unica cosa da cui ha potuto riconoscere suo figlio Giulio, tornato cadavere dall’Egitto dove era andato a studiare. Incontrando per la prima volta la stampa dall’inizio di questa tragedia, Paola Deffendi Regeni non ha pianto. A chi le ha chiesto spiegazioni, ha detto solo che lei non sa più piangere, perché tutto quello a cui riesce a pensare è il momento in cui “la porta si è chiusa”, il momento in cui Giulio ha capito che dalle stanze in cui lo avevano rinchiuso non sarebbe mai uscito vivo “perché aveva tutti gli strumenti culturali per capire quello che stava succedendo”.

Paola Deffendi Regeni si chiede solo cosa ha pensato Giulio prima che gli sferrassero il primo dei tanti colpi che lo hanno portato alla morte: per questo non piange. Paola Deffendi Regeni non urla, eppure ne avrebbe motivo, perché Giulio ha urlato per sei giorni prima di morire, senza che nessuno lo sentisse. Paola Deffendi  Regeni non vuole mostrare la foto di quel volto “piccolo, piccolo, piccolo” che è diventato il suo Giulio a forza di ossa rotte: non vuole, dice, “per la dignità di Giulio”.

Paola Deffendi Regeni è un’insegnante, di quelle che tanti genitori sognano di incontrare sulla strada dei proprio figli: quelle che usano parole come “valori”, “sindacato”, “riflettere” “nazifascismo”. Paola Deffendi Regeni è una donna di quelle che fanno andare avanti l’Italia, nonostante tutto: crescono i figli propri e quelli degli altri, fanno spuntare piccole ali e poi le guardano crescere, fino a quando non sono abbastanza forti da portare via chi le indossa. Paola Deffendi Regeni è una cittadina italiana piena di forza e dignità, che allo Stato a cui appartiene chiede oggi di mostrare quella stessa forza e dignità che ha mostrato lei.
E di aiutarla a trovare #veritapergiulioregeni.

 

Il video della conferenza stampa in Senato

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