La banalità del senso della vita

di Francesca Marta

Arianna-Scommegna-Maria-Paiato-DUE-DONNE-CHE-BALLANO-_DSC6471R-phMarinaAlessi-300x200Sono stata a vedere “Due donne che ballano”, con la regia di Veronica Cruciani al teatro India. E dopo essere uscita, andando verso casa, non ho acceso la radio, ma ho continuato a pensare.

Due donne che ballano è un delicato crescendo di sentimenti, è una storia di famiglie e di decisioni, ed è una lettura contemporanea  della confidenza femminile. Il tutto chiuso in un ambiente hopperiano minimalista  e lievemente claustrofobico, segnato da una luce tagliata dalle forbici di una sarta sul trascorrere delle giornate.

La banalità della storia – i bisticci tra una bisbetica badata e la sua legnosa badante – è la sua forza, perché la banalità disvela talvolta, oltre che il male, anche il senso di un’esistenza. Ed è dalla banalità di un matrimonio senza emozione, di un’ordinaria storia di meschinità filiale (perché non sempre la maternità è un valore aggiunto della vita), e di una terribile tragedia della violenza familiare senza colpevoli, che si costruisce una tenerezza per caso, un’armonia di sentimenti, un “andare a tempo insieme”. Due donne che ballano….

Maria Paiato e Arianna Scommegna fanno parecchio di più del loro dovere. Parlano a distanza con il pubblico,  talmente bene che ti sembra di vedere gli occhi cerchiati di scuro del loro sconforto, senza vederli sul serio. Perché il teatro spesso aiuta a mescolare i sensi, facendoti vedere cose che in realtà non vedi ma che ti trasmette la semplice vibrazione di una voce, il movimento di una mano ritmico, nervoso, ripetitivo, o una frase semplice, ma assolutamente potente, come quella pronunciata dalla vecchia signora che finalmente ha terminato la collezione di fumetti a cui si è dedicata per anni: “e ora che faccio”?

Non sono un’appassionata di teatro né tanto meno un’esperta. Veronica Cruciani ho cominciato a seguirla per ragioni del tutto accidentali. Ed è stata una di quelle piccole fortune che aiutano a vivere meglio. Nuovi attrezzi per pensare con più garbo e lungimiranza alle cose importanti. Per capire che spesso la prima cosa che ti viene in mente sulla famiglia o sull’amore, o sulla maternità, magari non è la cosa che pensi davvero.

Due donne che ballano, regia di Veronica Cruciani

con Maria Paiato e Arianna Sommegna,

Roma, Teatro India, 3-7 febbraio 2016

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