Cuori ribelli – Come parliamo quando parliamo d’amore

di Belle Minton

Nell’ultimo periodo mi sono sempre più resa conto di quanto poco io riesca a parlare con le mie amiche e con i miei amici del sesso. Anzi mi spiego meglio: si parla sempre molto di sesso, ma mai di quello che facciamo noi. Il sesso, di cui discutiamo, è sempre quello visto in televisione o quello di terzi che comunque non ci riguarda direttamente. Invece io vorrei proprio poter condividere con gli altri i miei dubbi, le mie fantasie e le mie esperienze. Perché sembra che ci sia qualcosa di disdicevole o di sbagliato nel parlare di questi argomenti in prima persona e non come semplice spettatore? Non è forse una grande perdita questa possibilità di confronto? – Alice, 21 anni – Romasally al telefono

Cara Alice,

ormai è quasi un luogo comune dire che il sesso è ridotto a oggetto di consumo, a esibizione, a prestazione, a spettacolo più o meno fai da te; e che, d’altro canto, la sessualità come esperienza esistenziale profonda è stata rimossa dal discorso pubblico (vecchia storia) e persino privato. Ma in effetti il punto sembra proprio questo: non di cosa parliamo, ma come ne parliamo. 

Possiamo parlare della nostra sessualità come di una serie di performance da sfoggiare, oppure come di uno dei modi che sperimentiamo per provare piacere, entrare in relazione con l’altro, scoprire il nostro corpo, esplorare il desiderio. Possiamo parlare della sessualità altrui per spettegolare, per commentarla come fosse uno spettacolo, oppure per capire il senso profondo di pratiche che magari non vogliamo sperimentare, ma che in qualche modo ci toccano in quanto radicate, o nascenti, nell’immaginario collettivo.

E qui sorge un problema. Il sesso che facciamo noi, da sole o con partner più o meno fissi, è davvero solo nostro? Il desiderio che proviamo e che ci spinge o ci accompagna al sesso è soltanto nostro, di singole donne o uomini, o è un intreccio tra ciò che siamo noi e ciò che l’universo di immagini e discorsi in cui viviamo propone e spesso impone?

Prima che il movimento femminista, negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, inaugurasse la pratica detta dell’autocoscienza, le donne – tranne rarissime eccezioni – non parlavano tra loro della sessualità. Da un altro punto di vista, si potrebbe dire che la sessualità femminile non esisteva. Ma quando le donne cominciarono a parlare tra loro, scoprirono, per esempio, che avere l’orgasmo con la semplice penetrazione è praticamente impossibile. Milioni di povere frigide, criptolesbiche e maschi mancati (queste erano le definizioni correnti per le donne che ammettevano pubblicamente di non avere l’orgasmo con la penetrazione – anche quando il “pubblico” era circoscritto al marito o al fidanzato), scoprirono che l’organo del godimento femminile è la clitoride, si resero conto di essere perfettamente normali e vissero – più o meno – felici e contente. Se avessero continuato a stare zitte, o se si fossero limitate a parlare del sesso visto al cinema o “sentito dire”, la vita loro e delle donne venute dopo di loro sarebbe stata molto più triste.

Parlare con le altre donne è fondamentale (così come immagino sia fondamentale per gli uomini parlare tra loro). Ma, se ci interessa avere relazioni erotiche con gli uomini, a un certo punto bisogna trovare il modo di comunicare loro cosa ci piace e cosa no, cosa ci eccita, cosa ci annoia mortalmente (questa è la più difficile, lo so). Non è detto che si debba per forza passare per la parola. Se si è fortunate, può bastare l’istinto del momento: gesti e suoni inarticolati, sguardi, repentini movimenti di posizione, iniziative di qualche tipo. Altre volte, invece, ci vogliono prontezza di spirito e una certa freddezza, come in questa scena dell’intramontabile film Harry ti presento Sally.

A proposito: di sesso si può parlare (e, come ho cercato di dire, è un argomento di conversazione che può fare molto bene), ma non è obbligatorio. L’unico obbligo che abbiamo, quale che sia la nostra scelta, è che sul sesso non dobbiamo mai mentire a noi stesse.

Per scrivere a Cuori Ribelli, cliccate qui.

 

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4 pensieri su “Cuori ribelli – Come parliamo quando parliamo d’amore

  1. il sesso penetrativo può dare piacere e orgasmi anche alla donna, il clitoride tra l’altro si può stimolare anche durante il sesso penetrativo. le prediche su quanto il sesso sia “mercificato” non mi convincono, il sesso esiste, la gente vuole farlo ed è giusto che cinema e telefilm lo raccontino. I nostri desideri sessuali di donne e uomini sono genuini, sono nostri, appartengono a noi. Comunque la comunicazione col partner è importante

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